Temi sulla crisi Greca di A. Marabotto e D.Osifo a cura della Prof. Peirone

Denise Osifo classe 2E

Io, studentessa del passoni, mi sono incontrata una mattina nell’intervallo con un gruppo di compagni per scambiare qualche chiacchiera. Ad un certo punto è venuto fuori il discorso degli avvenimenti recenti successi in Grecia e io, sapendone poco e niente (avendo sentito solo qualcosina al telegiornale) ho deciso di informarmi di più.
Così, facendo qualche ricerca su internet e altre fonti, ho capito che la situazione in Grecia è essenzialmente questa: questo paese è sull’orlo del default, il debito pubblico è alle stelle, ogni giorno centinaia di manifestanti si riversano sulle strade, la polizia è sempre più stanca e confusa, la borsa è crollata, sempre più gente vive sotto la soglia della povertà: sono gli effetti di una crisi devastante che segnerà la storia dell’Unione Europea. Ma quali sono le cause di tutto ciò? Quelle principali che hanno condannato la Grecia sono: l’entrata dell’Euro, l’aumento degli stipendi e il calo di età delle pensioni, l’evasione fiscale, ma soprattutto, le banche. Basti pensare che servirebbero più di 130 miliardi di Euro per salvare la Grecia dalla crisi!
Fino a qualche anno fa, la vita che il popolo greco conduceva era nettamente superiore al limite di ogni reale possibilità. Se da una parte, quindi, la classe politica ha sbagliato, dall’altra il popolo ha le sue responsabilità, essendosi approfittato della leggerezza dei propri amministratori.
Il 25 gennaio 2015 il movimento politico SYRIZA guidato da Alexis Tsipras ha trionfato con il 36,34% dei voti. Alla base della campagna elettorale vi è stato il rifiuto delle politiche messe in atto in Grecia dai governi precedenti, in accordo con la Troika e la richiesta di una riforma della politica di austerity nell’Unione Europea. Nel suo programma c’è la creazione di una banca pubblica che concedeva prestiti alle piccole medie imprese. Quello che Tsipras vuole fare quindi è rendere equa la distribuzione dei sacrifici fiscali che hanno spazzato via la classe media.

Alessia Marabotto classe 2E

In questi giorni si sente molto parlare della situazione economica della Grecia. Ma cosa sta accadendo? Abbiamo intervistato alcuni ragazzi dell’Istituto Aldo Passoni di Torino chiedendo loro quanto sapessero dell’accaduto. Ecco alcune delle risposte più significative: “Ho sentito dire che è in uno stato di crisi” “Non saprei, ma sinceramente non mi interessa più di tanto.” Possiamo notare che i ragazzi non hanno un quadro preciso della situazione, anzi tendono a disinteressarsene. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere questo articolo. Perché anche noi, ragazzi, facciamo parte dell’Unione Europea e presto o tardi dovremo entrare nel mondo del lavoro.
Come forse già sapete, ultimamente nazioni come Spagna, Grecia ce un po’ anche l’Italia, stanno passando un periodo di profonda crisi economica. Il paese in cui il problema è più accentuato è sicuramente la Grecia. Prima dell’entrata nell’UE la Grecia era un paese benestante che traeva guadagno soprattutto dal turismo ed il sistema pubblico era molto efficiente. Le cause principali che fecero scaturire la crisi furono l’entrata nell’UE ed il conseguente aumento degli stipendi. Inoltre contribuì anche la bassa età pensionabile. Le banche greche continuavano a chiedere aiuto al Fondo Monetario e alla Banca Centrale Europea ma gli aiuti necessari risultavano molto alti: circa 130 miliardi di Euro. La Grecia vede ora uno spiraglio di luce nell’elezione di Tsipras (25 gennaio 2015) che è diventato il primo ministro con la maggior parte dei voti. Tsipras, a differenza dei suoi predecessori, chiede alle banche di diminuire gli interessi e di lasciare alla Grecia il tempo di riprendersi prima di saldare i debiti. Purtroppo anche la Spagna si trova in una situazione molto simile e l’Italia non è troppo lontana.
Per questo motivo non dobbiamo disinteressarcene, perché si parla del futuro dell’Europa, del nostro futuro!

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