Aula 2 e Aula 4 di Cittadella diventano laboratori artistici grazie agli studenti di Design del libro durante la cogestione del Lap a cura di Elisa Azzarelli

Aula 2

Durante le giornate di cogestione del 25, 26 e 27 febbraio 2026, gli alunni di 5M e di 4B di Design del Libro hanno trasformato l’aula 2 di via della Cittadella in un vivace laboratorio creativo, dando nuova vita agli spazi scolastici attraverso l’arte. Armati di pennelli, colori acrilici e tanta energia, hanno riqualificato l’ambiente realizzando murales ispirati alle opere di Roy Lichtenstein, l’artista che, punto dopo punto, ha reso davvero POP l’arte.

Le pareti dell’aula si sono così accese con la forza espressiva di Girl with Tear III (1977) con i suoi tratti netti e il celebre effetto a puntini, con l’eleganza grafica di Woman with Flowered Hat (1963) e con il pathos intenso di Drowning Girl (1963), una delle immagini più iconiche dell’artista. Attraverso la riproduzione dei fumetti e delle inconfondibili campiture dai colori primari, gli studenti hanno sperimentato in prima persona la tecnica dei Ben-Day dots, cifra stilistica che ha reso celebre Lichtenstein in tutto il mondo.

A ritmo di musica e tra sorrisi e danze improvvisate, il lavoro si è trasformato in un momento di condivisione e collaborazione. Ogni tratto di pennello è diventato occasione di confronto, ogni dettaglio un esercizio di precisione e creatività.

Il risultato finale non è solo una riqualificazione estetica dell’aula 2, ma un vero e proprio manifesto di arte partecipata: uno spazio che racconta passione, impegno e la capacità degli studenti di rendere contemporanea e viva l’eredità della Pop Art.

Aula 4

Durante le giornate di cogestione del 25, 26 e 27 febbraio 2026, gli alunni di Design del Libro hanno trasformato l’aula di via della Cittadella in un grande cantiere creativo, riqualificando lo spazio con un murales lungo ben 10 metri. Un intervento pensato per dare nuova identità all’ambiente e renderlo più vicino alla sensibilità artistica degli studenti.

Dopo settimane di dubbi sul tema da scegliere, le classi 5B e 3B hanno trovato la soluzione lavorando insieme: ciascuno ha progettato una parte dell’opera, riuscendo però a garantire continuità visiva grazie a un uso coerente e studiato del colore.

Il titolo scelto? “Né arte né carte!” Un gioco di parole che sintetizza perfettamente l’idea del murales: grandi carte da gioco che custodiscono capolavori della storia dell’arte, reinterpretati con ironia e creatività.

All’interno delle carte si possono riconoscere Gli amanti di René Magritte, il ritratto di Napoleone Bonaparte dipinto da Jacques-Louis David, qui rivisitato in chiave scacchistica, e la celebre bambina con il palloncino di Banksy. Non mancano l’Uomo vitruviano e la Gioconda di Leonardo da Vinci, reinterpretati mentre si dedicano alla musica, così come i personaggi de La Danza di Henri Matisse, che ballano sopra un giradischi facendo quasi sobbalzare L’urlo di Edvard Munch, posizionato poco distante.

E basta entrare in aula quattro per scoprire un ultimo dettaglio scenografico: le mani di Dio e Adamo tratte da la Creazione di Adamo di Michelangelo sembrano indicare l’interruttore della luce, invitando chi entra ad accendere e illuminare l’intera opera.

“Né arte né carte!” non è solo un murales, ma un ponte tra passato e presente, tra storia dell’arte e immaginazione studentesca: un’aula che diventa galleria, gioco e racconto collettivo.

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