Viaggio di istruzione a Ravenna e Modena per le classi 2B, 2A e 2 D con i docenti Bernardini, Ottonelli, Perotti, Pinna e Maniero

Il viaggio ha coinvolto gli studenti e le studentesse delle classi, oltre ai docenti (bernardini, ottonelli, perrotti, Pinna, Maniero) –

Il primo giorno abbiamo visitato Ravenna con una guida che ci ha accompagnato ai principali monumenti ravennati di età imperiale, di età ostrogota e di età giustinianea – poi siamo tornati il secondo giorno per visitare S. Apollinare in classe e la chiesa di San Francesco con la sua bellissima cripta di età ottiniana popolata da pesciolini rossi. Abbiamo poi visitato Rimini, in particolare l’Arco di Augusto e il Tempio malatestiano, dove abbiamo cercato di leggere la continuità tra l’arte classica e il Rinascimento. Abbiamo poi fatto un salto alla spiaggia di Rimini dove alcuni studenti si sono messi a giocare a calcio e altri a raccogliere conchigliette e a fare foto.

L’ultimo giorno siamo stati a Modena dove abbiamo visitato il Duomo di Lanfranco con le belle sculture di Wiligelmo e dei suoi collaboratori, uno dei capolavori del romanico padano. Abbiamo infine visitato il museo lapidario o in alternativa la casa museo Enzo Ferrari.

È stata un’occasione per vedere dal vivo alcuni monumenti studiati quest’anno, ma anche per conoscersi e fare nuove amicizie. L’arte e la storia sono così diventati canali per scoperte umane.

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I costumi per lo spettacolo “Anfitrione” realizzati dagli allievi delle classi 3I-4I-5I a cura della Prof. Pontet

I costumi per lo spettacolo “Anfitrione” realizzati dagli allievi delle classi 3I-4I-5I

La collaborazione tra il Liceo Artistico Aldo Passoni e il Liceo Massimo D’Azeglio continua il suo legame formativo. Anche quest’anno, come nel 2024 le docenti Diega Avarello e Anna Arcudi, coadiuvate dal tecnico sartoriale Maria Taffarel hanno guidato le allieve dell’indirizzo Design della Moda, sezione I, alla preparazione dei costumi di scena della celebre commedia “Anfitrione”, di Tito Maccio Plauto. La referente del gruppo teatrale del D’Azeglio Paola Sturniolo e il regista Francesco Varano hanno già potuto apprezzare il meticoloso lavoro costumistico preparato nelle aule del Passoni con la realizzazione dei costumi dei personaggi della commedia  “Le Rane” di Aristofane. Il 9 aprile 2026 al teatro Agnelli di Torino è andato in scena “Anfitrione” recitato da trentacinque studenti del D’Azeglio e la presenza di docenti e allievi del Passoni che hanno collaborato anche alla  vestizione dei giovani interpreti dello spettacolo  Presenti in sala allo svolgimento dell’evento  i dirigenti dei due Istituti il prof. Franco Francavilla e il dott. Fabio Falvo. Quest’anno l’arte scenica del riutilizzo spasmodico di ogni piccola risorsa materica ha preso forma in questa rappresentazione teatrale. Il mondo dello spreco non immagina come delle mani sapienti possano ridare valore e far prendere vita ad ogni tipo di materiale con forme e risoluzioni costumistiche sorprendenti e inimmaginabili. mp

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Il catalogo che raccoglie i lavori della classe 3M del LAP a cura di Giuliana Musumeci

https://catalogoterzaemme.my.canva.site/

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La 1B in uscita al Cinema Massimo per la proiezione del film “La vita da grandi” con le docenti Fusco Angela, Radessich Sharon e Testa Roberta

Per un percorso di educazione civica dedicato all’inclusione e in particolare all’autismo, la classe partecipa alla visione del film “La vita dei grandi”

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la classe 3A con i docenti Musca e Testa R. in uscita didattica al Museo Lombroso, Museo anatomia con sessione di copia dal vero e lancio bookcrossing di Frankenstein

La classe dopo aver visitato le sale del museo Lombroso ha partecipato ad una performance del Prof Musca nei panni del Prof. Lombroso intervistato dalla Professoressa Testa che ha sintetizzato la vita, il lavoro di ricerca del noto criminologo e i limiti/criticità delle sue teorie di criminologia

In seguito gli studenti hanno partecipato ad una visita guidata al Museo di anatomia e realizzato alcune copie dal vero dei materiali anatomici presenti

Infine la classe ha “lanciato” in modalità bookcrossing il libro di Mary Shelley Frankenstein di cui avevano fatto lettura personale e analisi del testo . Ci auguriamo che qualcuno ritrovi il libro e quindi buona lettura. 

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FSL con la Fondazione Salvatore Ferragamo e le classi quarte dell’indirizzo moda. a cura della Prof.Pontet

Anche quest’anno, il Liceo Artistico Passoni di Torino ha attivato un percorso FSL con la Fondazione Salvatore Ferragamo di Firenze per le classi quarte dell’indirizzo Design della Moda. Tre giornate di laboratori tematici tenuti da Ottavia Guenzi suddivisi in due percorsi 1-Donne e società tra ieri e oggi, 2- Una storia italiana: The Shoemaker of dreams, Salvatore Ferragamo. Questo progetto nasce a seguito della mostra “Donne in equilibrio “, un evento culturale di particolare rilievo che ha messo in evidenza la storia del made in Italy attraverso il racconto illustrato di un’epoca, che ha segnato un tempo da favola, d’amore e di imprenditoria italiana. Il museo itinerante, le donne nel mondo, le catene migratorie durante le due guerre, l’artigianato industriale, la moda al tempo del fascismo, il total look di Ferragamo sono raccontati con video e immagini per interessare le studentesse delle classi 4C, 4F e 4I.            La storia di Salvatore Ferragamo è quella di un bambino prodigio che esordisce come calzolaio specializzato in anatomia a Hollywood. La crisi del 1929 e lo scoppio della Seconda guerra mondiale non impediscono al maestro di riprendere la sua attività produttiva con la sperimentazione di nuovi materiali autarchici, come la bachelite oppure gli scarti di patchwork  di pelle. Nel 1937 brevetta la “zeppa in sughero”, mentre  nel 1938″ crea  per Judy Garland, la protagonista del Mago di Oz, la calzatura “Rainbow”, di fama internazionale da 88 anni. Rilancia la sua attività imprenditoriale e di marketing sia in Italia che in America e acquisisce sempre più notorietà nel mondo. Le sue calzature, indossate anche da Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Sophia Loren, Anna Magnani, per citare solo alcuni nomi di attrici famose, vanno ben oltre il decennio del miracolo economico e ancora oggi sono considerate pezzi unici per collezionisti. Vanda Miletti e suoi sei figli, nella sede attuale di Palazzo Feroni, continuano a portare avanti la produzione del brand diversificando le linee in calzature d’arte, borse, abbigliamento, foulard, profumi esaltando così il concetto di bellezza femminile e di perfezione maniacale artigianale, imparata vivendo al fianco di un marito, di un padre, di un uomo che ha fatto dello stile italiano un’eccellenza nel mondo. m.p.

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Scenari Creativi#1 Laboratorio di creazione teatrale e Liceo Artistico Aldo Passoni presentano L’ultimo piano a cura della Prof. Valentina Lupica

Scenari Creativi#1
Laboratorio di creazione teatrale
e Liceo Artistico Aldo Passoni
presentano


L’ultimo piano


Poteva sembrare un edificio qualunque, nessuno usciva, nessuno entrava.
Eppure era abitato da creature troppo giovani 
per essere adulte e troppo consapevoli per essere bambini. 
Alcuni, troppo piccoli per capire, altri troppo grandi per fingere di non farlo. 
Il palazzo, ovunque fosse, non era poi grande, 
non nel modo in cui lo sono i deserti o le guerre, ma era fitto, stretto e grigio, 
decisamente troppo piccolo per ospitare una mandria di giovani randagi

 

In un palazzo fuori dalle mappe e dal tempo, abita una comunità di giovani. 
In questo luogo, dai confini imprecisati, la vita scorre protetta da un patto silenzioso. 
Sotto la guida di Carolina, il gruppo si rifugia in una quotidianità fatta di giochi, riti condivisi e una festa perennemente imminente. L’equilibrio viene modificato dall’arrivo di Elia, un’entità misteriosa guidata da una voce incorporea che osserva la comunità con occhi differenti. La sua presenza, unita alla scelta coraggiosa di chi decide di infrangere le regole, diventa il motore di un cambiamento inevitabile.

Lo spettacolo è il frutto di un percorso di ricerca collettiva che ha visto gli studenti protagonisti in ogni fase della creazione, dalla scrittura del testo alla recitazione, fino alla cura dell’allestimento scenico.
Il processo che ha portato alla stesura del testo drammaturgico è stato un profondo atto di ascolto. 
Fin dall’inizio, si è scelto di non consegnare agli allievi una storia già scritta, ma di offrire loro uno spazio di libera creazione affinché potessero abitarlo portando le proprie visioni e urgenze.

In questo percorso, l’immaginario dei ragazzi si è fatto materia drammaturgica intrecciandosi alle suggestioni letterarie della poesia di Emily Dickinson, Chandra Livia Candiani e alle visioni sorprendenti di Marcel Schwob, Lana Šarić e Azzurra De Paola. Questa stratificazione ha permesso di creare una dimensione dove il reale si mescola al magico in cui ogni personaggio custodisce una propria, unica, visione. Il risultato è una restituzione che si snoda attorno ai nuclei tematici emersi con forza durante il percorso laboratoriale: il senso di appartenenza, l’imprevedibilità del futuro e il coraggio necessario per accogliere la propria vulnerabilità. 
Lo spettacolo diventa così il racconto di come si abita il confine tra il rifugio e l’ignoto, dove l’unica bussola possibile è la natura di ognuno e l’autenticità dei propri desideri.

 

                                                                                                                              Valentina Lupica

con Ludovica Meliga, Mattia De Pasquale, Elena Franchino, Federico Gondos, Alex Mendoza Flores, Vincenzo Miotti, Jamaica Pettinato, Lorenzo Rossi, Giulia Sandu, Elena Saraceno, Varvara Smirnova, Valentina Lupica
tutor del progetto Simone Valenti
assistente alla regia Federica Signoriello
aiuto regia e video mapping Davide Longo
attrezzisti di scena Beatrice Tesoro, Hu Wei Xin, Federico Gondos
sound design Tazio Iacobacci
grafica Hu Wei XIn, Mattia De Pasquale

conduzione e regia Valentina Lupica
Si ringraziano per la preziosa collaborazione Chiara Bongiovanni, Sabina Ramundo, Luca Nicosia, Enrica Marletta, Giuliana Musumeci; i dipartimenti di DesignIndustriale, della Moda, del libro e la comunità scolastica per le donazioni dei costumi

Vi aspettiamo al Cine Teatro Baretti – 27 marzo h. 20.30

 

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Murales in Sede Rocca a cura degli studenti durante la cogestione

Durante il periodo di cogestione del 25-26-27 Febbraio 2026 un gruppo di studenti e studentesse di sede Rocca realizza un murales nella rampa delle scale

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USCITA DIDATTICA PER LA CLASSE 1B PRESSO LA FONDAZIONE SANDRETTO REREBAUDENGO

Il 3 febbraio la classe 1B in uscita didattica con visita guidata e accompagnati dai docenti Bruni, Francabandiera, Radessich e Sciuto.

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Aula 2 e Aula 4 di Cittadella diventano laboratori artistici grazie agli studenti di Design del libro durante la cogestione del Lap a cura di Elisa Azzarelli

Aula 2

Durante le giornate di cogestione del 25, 26 e 27 febbraio 2026, gli alunni di 5M e di 4B di Design del Libro hanno trasformato l’aula 2 di via della Cittadella in un vivace laboratorio creativo, dando nuova vita agli spazi scolastici attraverso l’arte. Armati di pennelli, colori acrilici e tanta energia, hanno riqualificato l’ambiente realizzando murales ispirati alle opere di Roy Lichtenstein, l’artista che, punto dopo punto, ha reso davvero POP l’arte.

Le pareti dell’aula si sono così accese con la forza espressiva di Girl with Tear III (1977) con i suoi tratti netti e il celebre effetto a puntini, con l’eleganza grafica di Woman with Flowered Hat (1963) e con il pathos intenso di Drowning Girl (1963), una delle immagini più iconiche dell’artista. Attraverso la riproduzione dei fumetti e delle inconfondibili campiture dai colori primari, gli studenti hanno sperimentato in prima persona la tecnica dei Ben-Day dots, cifra stilistica che ha reso celebre Lichtenstein in tutto il mondo.

A ritmo di musica e tra sorrisi e danze improvvisate, il lavoro si è trasformato in un momento di condivisione e collaborazione. Ogni tratto di pennello è diventato occasione di confronto, ogni dettaglio un esercizio di precisione e creatività.

Il risultato finale non è solo una riqualificazione estetica dell’aula 2, ma un vero e proprio manifesto di arte partecipata: uno spazio che racconta passione, impegno e la capacità degli studenti di rendere contemporanea e viva l’eredità della Pop Art.

Aula 4

Durante le giornate di cogestione del 25, 26 e 27 febbraio 2026, gli alunni di Design del Libro hanno trasformato l’aula di via della Cittadella in un grande cantiere creativo, riqualificando lo spazio con un murales lungo ben 10 metri. Un intervento pensato per dare nuova identità all’ambiente e renderlo più vicino alla sensibilità artistica degli studenti.

Dopo settimane di dubbi sul tema da scegliere, le classi 5B e 3B hanno trovato la soluzione lavorando insieme: ciascuno ha progettato una parte dell’opera, riuscendo però a garantire continuità visiva grazie a un uso coerente e studiato del colore.

Il titolo scelto? “Né arte né carte!” Un gioco di parole che sintetizza perfettamente l’idea del murales: grandi carte da gioco che custodiscono capolavori della storia dell’arte, reinterpretati con ironia e creatività.

All’interno delle carte si possono riconoscere Gli amanti di René Magritte, il ritratto di Napoleone Bonaparte dipinto da Jacques-Louis David, qui rivisitato in chiave scacchistica, e la celebre bambina con il palloncino di Banksy. Non mancano l’Uomo vitruviano e la Gioconda di Leonardo da Vinci, reinterpretati mentre si dedicano alla musica, così come i personaggi de La Danza di Henri Matisse, che ballano sopra un giradischi facendo quasi sobbalzare L’urlo di Edvard Munch, posizionato poco distante.

E basta entrare in aula quattro per scoprire un ultimo dettaglio scenografico: le mani di Dio e Adamo tratte da la Creazione di Adamo di Michelangelo sembrano indicare l’interruttore della luce, invitando chi entra ad accendere e illuminare l’intera opera.

“Né arte né carte!” non è solo un murales, ma un ponte tra passato e presente, tra storia dell’arte e immaginazione studentesca: un’aula che diventa galleria, gioco e racconto collettivo.

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